Coscienza, etica e Protesta: Due Martin, Due Rivoluzioni
- Chiara DG
- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
Voce fuori campo: Bentornati a “Storia fuori-classe”, il podcast dove i libri di storia escono dai banchi e prendono vita! Oggi parleremo di protesta, coraggio e coscienza, con due ospiti davvero speciali. Da una parte, Martin Lutero, monaco tedesco del Cinquecento che sfidò la Chiesa e cambiò per sempre il modo di leggere la Bibbia.Dall’altra, Martin Luther King, pastore americano del Novecento che guidò la lotta non violenta per i diritti civili negli Stati Uniti. Due uomini, due secoli diversi, un solo tema: dire “no” a ciò che è ingiusto, anche quando è difficile… o pericoloso. Signore e signori, fate un grande applauso a Martin Lutero e Martin Luther King!

Martin Lutero: Buongiorno a tutti! Io mi chiamo Martin Lutero, nato in Germania nel 1483.
Martin Luther King: Ciao! Io sono Martin Luther King! Nato nel 1929 in Georgia, negli Stati Uniti!
Martin Lutero: Allora… siamo entrambi Martin, entrambi credenti e… entrambi considerati un bel problema dalle autorità del nostro tempo!
Martin Luther King: Direi proprio di sì. Quando inizi a dire che qualcosa non è giusto, di solito qualcuno si arrabbia.
Martin Lutero: Nel mio caso si è arrabbiata la Chiesa cattolica del Cinquecento.Io ero un monaco, credevo profondamente in Dio, ma vedevo cose che non riuscivo più ad accettare.La vendita delle indulgenze, per esempio: si faceva credere alla gente che bastasse pagare per ottenere il perdono dei peccati!!
Martin Luther King: Come se la fede fosse qualcosa da comprare!!
Martin Lutero: Esatto. E io pensavo: “la salvezza non si compra, si vive!” Così nel 1517 ho scritto 95 tesi, dove spiegavo che la fede doveva essere personale, sincera, basata sulla Bibbia. Ho affisso questi fogli sulla porta della chiesa di Wittenberg. Non volevo una rivoluzione… ma l’ho scatenata lo stesso.
Martin Luther King: Succede spesso quando protesti per davvero. Anch’io non cercavo il caos. Io volevo uguaglianza. Nel mio tempo, negli Stati Uniti, le persone nere erano discriminate ogni giorno: scuole separate, posti separati sugli autobus, leggi ingiuste.
Martin Lutero: E tu da dove hai iniziato?
Martin Luther King: Da un autobus. Nel 1955, a Montgomery, una donna di nome Rosa Parks rifiutò di cedere il posto a un bianco. Fu arrestata. Io capii che era il momento di protestare, ma senza violenza: scioperi, marce, boicottaggi.
Martin Lutero: Interessante. Io ho protestato con la penna e la Bibbia, tu con la voce… e con i passi.
Martin Luther King: Sì. Credevo – e credo ancora – che la non violenza sia la forma più forte di protesta. Non distrugge il nemico ma lo costringe a riflettere.
Martin Lutero: Nel mio caso le conseguenze furono pesanti. Sono stato scomunicato, dichiarato nemico dell’imperatore, costretto a nascondermi nelle segrete di un castello. Ma durante quell’isolamento tradussi la Bibbia in tedesco, così che tutti potessero leggerla. In questo poi mi è stato di grande aiuto Guthenberg che nel 1455 ha inventato la stampa a caratteri mobili permettendo alla mia traduzione di essere stampata e diffondersi molto più velocemente.
Martin Luther King: Questo è fondamentale: dare alle persone gli strumenti per capire.Anch’io usavo le parole per aprire gli occhi. Nel 1963, a Washington, dissi: “I Have a Dream”.Un sogno semplice: che le persone fossero giudicate per ciò che sono, non per il colore della pelle.
Martin Lutero: Vedi, Martin, protestare non significa solo opporsi. Significa credere così tanto in qualcosa da essere pronti a pagarne il prezzo.
Martin Luther King: È vero. Io sono stato arrestato più volte, minacciato… e alla fine ucciso.Ma non ho mai smesso di credere che la giustizia fosse più forte dell’odio.
Martin Lutero: Anch’io ho sbagliato, ho avuto paure, dubbi. Ma ho imparato che seguire la propria coscienza con onestà è difficile… eppure necessario.
Martin Luther King: Allora, cosa diremmo oggi a chi ci ascolta?
Martin Lutero: Direi: non accettate le ingiustizie solo perché “si è sempre fatto così”. Studiate, fate domande, pensate con la vostra testa.
Martin Luther King: E aggiungerei: se qualcosa non va bene ribellatevi, anche rischiando di sembrare un po’ pazzi agli occhi degli altri. Sai, il nostro motto potrebbe essere: “Quando dici ‘no’, assicurati che sia un ‘no’ che cambia il mondo”.
Martin Lutero: Bello! Mi piace! Sai, ti ammiro molto perché tu hai protestato in modo non violento, rifiutando qualsiasi forma di violenza. Anche io l’ho fatto ma dalla mia riforma protestante sono nate tante guerre di religione che hanno sconvolto l’Europa per secoli!
Martin Luther King: Lo so e mi dispiace ma hai fatto molto riflettere sul vero senso della religione. Secondo me protestare non significa urlare più forte, ma restare fedeli ai propri valori, anche quando è scomodo. Il cambiamento comincia sempre da qualcuno che ha il coraggio di dire: io non sono d’accordo.
Martin Lutero: Due Martin, due secoli diversi…
Martin Luther King: … ma la stessa convinzione: la coscienza può cambiare la storia.







Commenti